Che cosa combineremo?
Il prossimo obiettivo è la realizzazione di un frutteto su una superficie di circa 4.500 mq.
Meli, peri, susine, fichi, kiwi, albicocche e ciliegie saranno le prime ad essere piantate, un professore di agraria ci aiuterà nella scelta delle piante più idonee e per l’installazione dell’impianto d’irrigazione.
Non amo i supporti in cemento, né quelli in plastica. Rimane solo il legno? Qualcuno di voi ha qualche idea che mantenga l’estetica nel luogo?
4.000 mq saranno dedicati all’orto. Vorrei progettarlo come quello del principe Carlo d’Inghilterra che lui stesso ha realizzato nella sua tenuta in Scozia. Diviso in 4 quadrati, ogni quadrato a sua volta è suddiviso in quattro parti, predisposto per la rotazione delle verdure nell’arco di tre anni… mica male il giovanotto!

April 26th, 2007 at 23:30
Credo che rimanga solo il legno: o quello trattato in autoclave (di bell’aspetto ma costoso) o dei pali di castagno o robinia (resistenti nel tempo). Ricordarsi di scortecciarli (la corteccia offre riparo per l’inverno a larve ed uova di insetti nocivi) e di bruciacchiare la parte che viene interrata: saranno quasi eterni.
April 27th, 2007 at 10:03
Grazie!
Avverto subito La Zia del tuo consiglio…
April 28th, 2007 at 13:42
Per la creazione di un frutteto sono basilari alcune “regole”.
Intanto occorre essere a conoscenza delle condizioni pedoclimatiche della zona dove lo si vuol impiantare: qualche decinaia di €urozzi spesi per un’analisi del terreno sono l’ investimento a maggior resa.
Vi sono essenze (quali il castagno od il mirtillo americano) che vogliono un pH del terreno acido: il rischio è addirittura di veder morire le piante, buttando soldi e tempo.
Le drupacee crescono meglio in terreni pietrosi o pesanti, con un drenaggio eccellente: si avranno delle piante più contenute ma molto più resistenti alle malattie fungine (ad esempio, il mio pescheto su terreno pietroso mi consente addirittura di evitare anche il trattamento contro la “Bolla”.
Per le pomacee discorso diverso, giacchè ci sono a disposizione portinnesti diversi con adattabilità ai diversi tipi di terreno, ma anche qui meglio evitare le varietà sensibili a Ticchiolatura ed Oidio.
Nessun problema (mirtillo escluso!) per i piccoli frutti, ribes, lampone, mora ed alcuni di loro possono trovare una consociazione con frutti arborei, ad esempio il ribes con il pesco: si può scegliere di coltivarne solo un ceppo al piede del pesco oppure riempire lo spazio sulla fila, tra una pianta e l’altra.
(1 - continua)
April 28th, 2007 at 23:00
Valutati terreno e clima, dobbiamo sapere ciò che si “pretende” dal nostro frutteto: una produzione ai fini di autoconsumo? oppure si pensa di vendere qualcosa agli amici? o, anche, si pensa di trasformare in marmellate, sciroppati, succhi e quant’altro? e sempre solo per autoconsumo o anche per vendita nelle cosiddette “nicchie di mercato”?
Fatto questo, si può decidere quale sesto d’impianto utilizzare, quale tipo di allevamento impostare e quante essenze piantumare scegliendo tra le varietè che meglio si confanno ai nostri scopi: il ciliegio vorrà uno spazio di almeno 10 mt. x 10, il melo a fusetto su m26 ci sta in un tre x tre, ad esempio.
A questo punto si studia l’impianto di palificazione compreso di fil di ferro se necessario e l’impianto di irrigazione, che dovrà essere dimensionato il giusto, con irrigatori autocompensanti se il terreno è anche solo in leggero declivio, e sicuramente a basso consumo di acqua.
Esistono parecchie soluzioni, tra cui quella di prevedere anche dei nebulizzatori soprachioma da utilizzarsi per fronteggiare gelate tardive…
Per ora mi fermo qua, mi tengo in contatto.