Il penultimo giorno di semina

Venerdì 27 è stato il penultimo giorno di semina secondo il calendario biodinamico, ecco il reportage della giornata:

Sono le 7 del mattino e siamo sul campo. Lo Zio traccia un “solco” con la zappa… è riuscito ad andare diritto, seguendo lo spago che prima aveva teso. Ho seminato fagioli nani, ancora piselli e taccole.

Sono curiosa di vedere la differenza tra le due semine: la prima semina effettuata in giorni non favorevoli, quest’ultima secondo il calendario biodinamico.

Di tutti i semi di anguria bianca che sono stati piantati solo 4 piantine sono nate. Poche. Ho una sovrabbondanza di ricette: quella di Magofeo (che ringrazio!) e un paio mi sono pervenute da Simonetta Conti (grazie anche a lei!)… ho solo più una carenza di angurie. Speriamo almeno che siano molto produttive!

Due contadini di Cunico (AT) hanno regalato alla Mamma circa 40 piantine di pomodori, ogni sera con Lo Zio vado a bagnarle.
Due soli, i più deboli, non hanno attecchito.

Credo che stiamo facendo un buon lavoro.

4 Responses to “Il penultimo giorno di semina”

  1. magofeo Says:

    Hmmm… indipendentemente dal fatto di seguire un metodo di coltivazione piuttosto che un altro, i rischi della semina tardiva di piselli e taccole sono sostanzialmente tre, tutti imputabili al caldo: il “Brusone” delle piante (le piante cominciano a seccare le foglie più basse precocemente, lignificando oltremisura il fusto ed apportando minor linfa nelle parti aeree con conseguente crescita limitata dei baccelli), l’aborto fiorale (i fiori sbocciano ma non allegano) e la produzione di piselli tutt’altro che teneri e di taccole estremamente filose.
    Per protrarre il momento di raccolta meglio prevedere due semine: una in ottobre e l’altra in marzo.

  2. magofeo Says:

    Un suggerimento (i consigli non li do, la gente è capace di sbagliare da sola, senza aiuti esterni…) se già non lo fate: tenete un bel diario di campagna, ma oltre alle varie cose che vi possono venire in mente di scrivere (data della semina, raccolto, tempo atmosferico e quant’altro), appuntatevi i nomi delle varietà che seminate: e nel caso che i semi o le pianticine vi vengano donati da qualche amico o vicino, il nome con cui lui le conosce. Credetemi, è molto importante e torna sempre utile.

  3. Povil Says:

    Grazie Mago!
    Avere suggerimenti come i tuoi, per delle persone che non hanno mai avuto a che fare con queste cose, è la cosa migliore che può capitare… e a noi è capitata! :-D Yuk! Yuk! (Come diceva Pippo)

  4. magofeo Says:

    Ricordatevi che tutte le cucurbitacee che “corrono”, ossia zucche, angurie, meloni e cetrioli, necèssitano di una cimatura del tralcio principale quando questo è lungo una sessantina di cm. Togliendo la punta si evita la dominanza apicale della gemma e si facilità l’emissione di tralci secondari a frutto.
    P.s.: se vi servono dei semi di anguria bianca, io ne ho ancora.

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