C.S.I. - Il pomodoro che sapeva troppo

Tempo fa avevo sentito di uno studioso, tale Cleve Backster, e dei suoi esperimenti sulla percezione delle piante ispirati dagli studi precedenti circa l’efficacia della musica sulla crescita delle stesse.
Avrete già sentito del detto che “parlare alle piante” le fa crescere meglio… ora capirete che è importante anche non commentare con loro le notizie del telegiornale.

L’esperimento che era giunto alle mie orecchie prevedeva una coppia di piante, di cui una collegata con sensori ad un poligrafo accoppiato ad un galvanometro, che avrebbe reso possibile rilevare l’attività elettrica della pianta. La parte tecnica è già finita, tranquilli… :-)

Le due piante sono state messe in una stanza vuota e… non ti entra una persona che “tortura” la pianta senza sensori strappandole le foglie, spezzandole il fusto, sradicandola e strapazzandola come fosse una multa inopportuna, uscendosene poi alla chetichella!?! Beh… è successo. :-(

A questo punto la pianta testimone del delitto vede sfilare nella stanza, uno alla volta, una serie di persone come nei classici confronti all’americana (senza che la strumentazione rilevi particolari anomalie)… ed ecco che quando entra il colpevole i sensori registrano una significativa variazione nell’attività della pianta testimone!
Entra a questo punto in scena Bruce Willis che consegna alla CIA l’irresponsabile, dopo averlo caricato di mazzate, venendo riammesso in servizio, tra applausi scroscianti, nonostante nell’episodio precedente avesse fatto esplodere un paio di macchine senza un valido motivo…

L’esperimento è stato poi replicato da altri anche tramite EEG, senza dare risultati che confermassero la teoria, che rimane controversa, di Backster. Forse è che avevano paura di Buce Willis… chissà?

Vi lascio con una serie di links per approfondire la curiosa questione:

- Il sito ufficiale di Cleve Backster
- Un libro che parla dell’argomento
- L’istituto fondato da Jagdish Chandra Bose
- Una rara foto scattata dopo l’esperimento

10 Responses to “C.S.I. - Il pomodoro che sapeva troppo”

  1. Pier Francesco Says:

    Non c’entra niente qui ma volevo segnalarvi questo articolo sul cardo, mi sembra un ortaggio su cui si può tentare
    http://www.vitaincampagna.it/ita/riviste/vitincam/vic1007/cardo.pdf
    saluti
    Pier Francesco

  2. Michela Says:

    Giuro mai riso così tanto.
    Voglio farla io la pianta testimone così poi scappo con Bruce!!!!

  3. Povil Says:

    @ Pier Francesco: Ottima segnalazione, grazie! Ora la leggo per bene e avviso anche la Zia.
    Tra l’altro il cardo, a me, manco era passato per l’anticamera del cervello… che bello quando ci sono persone tanto gentili attorno a te! :-D

    @ Michela: ’spetta un attimo che chiedo a Brus se ha anche un trattore. Ti faccio sapere… ;-)

  4. disordinementale Says:

    Davvero affascinante.
    Tempo fa ho sentito parlare di esperimenti analoghi effettuati sugli alberi: pare che emettano vibrazioni che, se trasformate in note musicali, compongono melodie che hanno senso e intelligenza.
    Le piante pare rispondano agli stimoli esterni: per esempio abbracciando con affetto il fusto la musica cambia.

    Cercate “la musica delle piante” su Google.

  5. magofeo Says:

    … e se vi dicessi che dovremmo ritenere i vegetali “esseri pensanti”? In modo tutto differente dal pensiero sviluppato nel mondo animale, ovvio!
    Come noi, i vegetali trasmettono informazioni dalle radici alla chioma (e viceversa) attraverso stimoli chimici ed elettrici, non hanno un “cervello” che riceve e smista i segnali e per questo sono molto più sofisticate del nostro “pensare” ed agire di conseguenza…

  6. Povil Says:

    Ciao Magofeo!

    Sul fatto che i vegetali siano esseri pensanti, per me, non ci piove. Sono perfettamente d’accordo.
    Cosa intendi col dire che sono più sofisticate? Mi spiegheresti meglio, son curioso da matti!

  7. magofeo Says:

    Andando per gradi: comincia a pensare che il sistema linfatico dei vegetali (quello che assorbe acqua in cui sono disciolti sali minerali grezzi con le radici, sale attraverso il tronco ed i rami, viene ridistribuito in discesa dopo che le foglie con la fotosintesi clorofilliana hanno elaborato in maniera assimilabile le sostanze nutritive) è del tutto simile al nostro sistema cardiocircolatorio.
    Poi pensa che noi abbiamo una pompa (che si chiama cuore), che aziona e fa funzionare tutto il meccanismo (sangue ai polmoni per l’ossigeno da traportare nei tessuti, sangue allo stomaco ed all’intestino per assimilare minerali e quant’altro, ecc. ecc. ecc…).
    I giocatori di basket raggiungono e superano i 2 mt. di altezza.
    Le sequoie raggiungono e superano i 100 mt. di altezza.
    Ma non hanno una “pompa” che spinge fin lassù la linfa grezza.
    Noi abbiamo un pezzo in più rispetto ai vegetali, che aiuta e semplifica notevolmente la circolazione…

  8. Povil Says:

    Che le sostanze nutritive venissero ridistribuite “in discesa” non lo sapevo, fico!
    per quanto riguarda il cuore mi immagino che possa essere collegato al fatto che i giocatori di basket corrono e si muovono come matti… mentre una sequoia rimane “ferma”, quindi il sistema linfatico le dovrebbe bastare e avanzare. Che dici? Può essere?
    A proposito delle piante alte… hai idea di quanto tempo sia necessario perché il nutrimento assorbito dal terreno raggiunga la sommità della pianta? E quanto ci vuole affinché torni al piano terra?

  9. magofeo Says:

    Non lo so e credo che nessuno si sia mai messo di buzzo buono a calcolarlo…
    Ma credo pochissimo tempo: sarà successo di vedere un qualunque vegetale (dalla petunia sul balcone alla betulla in giardino) andare in “stress idrico”.
    Quando questo succede significa che le radici non hanno più acqua nel terreno a cui attingere e la pianta comincia a prosciugare le riserve interne.
    Orbene, ti sei dimenticato di bagnare il vaso di petunie, sei andato al mare ed al ritorno… le foglie sono semi-appassite: allora ti attivi, versi un intero secchio d’acqua nel vaso del diciotto, il 90% di questa se ne esce tranquillamente dal fondo e cola ad insozzare il balcone dell’inquilino del piano di sotto che in cuor suo ti manda una stramaledizione che dura 57 generazioni, e dopo una mezz’ora… ecco la petunia che riprende (ma solo ai tuoi occhi…) a dar segni di vita!
    Tieni presente che, prima di tutto, l’acqua che assorbe va a sostituire quella che fungeva da riserva nelle cellule (nel caso specifico calcolabile attorno al 90% del peso totale del cespuglietto, nel caso della betulla possiamo scendere ad un 60-70 % circa).

  10. Povil Says:

    Grazie Mago, io ho però fatto approfonditi studi sul tempo di reazione dell’inquilino del piano di sotto una volta che gli inzozzo il balcone… siamo tra i 3 - 5 decimi di secondo per il richiamo vocale (AAAAAHHHH!!!!) e i 6 - 9 secondi per l’inoltro della lettera all’amministratore… :-)

    In realtà i miei vicini sono tutti dei bravi guaglioni, grazie al cielo.

    E l’amministratore NON HA tempi di reazione… :-D

    P.S.
    Aggiungo qui alcuni links da cui ho tratto parte del materiale per il post:

    -The Plants Respond: An Interview with Cleve Backster
    -La ‘percezione primaria’
    -Le ‘radiazioni dei vegetali’
    -Esperimenti di azione mentale su piante
    -Piante d’appartamento: Miti e credenze

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