Le nostre prime piante da frutta
Ci siamo! Sono arrivate le prime 50 piante tra meli, peri, albicocche, susine, pesche, oltre alle piante di ciliegio dell’8 dicembre scorso.
Sono già d’accordo con il mio vicino che martedì 18 saranno interrate. La luna è crescente sino al 22 del mese e questo dovrebbe favorirne la crescita, ci troveremo sul campo alle 10 del mattino e procederemo nel preparare le buche…
La mia vicina non mi fa molto coraggio: ogni volta che mi vede non fa che ripetermi quanto dura e non facile sia la vita di campagna… e come facilmente si possono ammalare le piante da frutta. Ho sempre pensato che ciò che si considera facile è quello che meglio si conosce, per cui non mi preoccupo molto: imparerò direttamente sul “campo”. Ho la fortuna di avere un amico che è un esperto in materia e che mi consiglierà e aiuterà se incontrerò difficoltà.
Per il momento i vasi sono stati ammucchiati in un angolo del terreno e le poche piante a radice nuda sono state interrate provvisoriamente, questa operazione è stata fatta venerdì 14, in una giornata di sole.
Nella notte di venerdì il tempo è cambiato. Sabato mattina quando mi sono alzata, alle ore 5,30 nevicava e inoltre soffiava un forte vento freddo, mi sono preoccupata per le piante. Alle 9,30 circa, con lo zio sono andata nel campo ed ho steso dei sacchi di nylon sopra le piante interrate per proteggerle maggiormente dal freddo e parte delle altre piante in zolla le ho avvolte in altri sacchi di nylon. In questo modo non patiranno freddo… speriamo solo che il terreno non geli!
December 21st, 2007 at 12:56
E’ strano di come ci si preoccui che le piante possano soffrire il gelo… e magari non ci si preoccupa del fatto che possono soffrire il… caldo!
Ogni albero ha il suo punto critico di temperatura: l’olivo comincia a patire (con probabilità di morte dell’albero stesso) a -8/-10° C, il melo a -32/-35°, l’albicocco a -40/45°…
Ma, ad esempio, il melo va in stress quando le temperature estive superano i 30°, non considerando la punta massima della temperatura (che regge bene) ma una temperatura calda anche di notte…
December 21st, 2007 at 15:13
Eggià… però quest’ estate non mi esalta l’idea di organizzare gite al centro commerciale per scroccare l’aria condizionata… poi non vorrei che mi facessero mettere il guinzaglio agli alberelli.
In questi casi come si può fare? Si bagna di più? Gavettoni? Liquidator? Feste sotto le stelle con cocktail freschi e belle donnine? …io temo di aver già fatto la mia scelta.
Le massime sopportate dagli alberi da frutta sono perlopiù simili per tutti o ci sono grosse differenze? Grazie Mago.
December 23rd, 2007 at 13:31
Ci sono differenze notevoli.
Bisogna differenziare lo stress ai fini della produzione da quello sopportato per la vitalità della pianta stessa. Nel primo caso le temperature sopportate sono più basse, ma il discorso è molto complesso: vi sono differenze, all’interno della stessa specie, anche legate alla varietà.