Ci siamo! Sono arrivate le prime 50 piante tra meli, peri, albicocche, susine, pesche, oltre alle piante di ciliegio dell’8 dicembre scorso.
Sono già d’accordo con il mio vicino che martedì 18 saranno interrate. La luna è crescente sino al 22 del mese e questo dovrebbe favorirne la crescita, ci troveremo sul campo alle 10 del mattino e procederemo nel preparare le buche…
La mia vicina non mi fa molto coraggio: ogni volta che mi vede non fa che ripetermi quanto dura e non facile sia la vita di campagna… e come facilmente si possono ammalare le piante da frutta. Ho sempre pensato che ciò che si considera facile è quello che meglio si conosce, per cui non mi preoccupo molto: imparerò direttamente sul “campo”. Ho la fortuna di avere un amico che è un esperto in materia e che mi consiglierà e aiuterà se incontrerò difficoltà.
Per il momento i vasi sono stati ammucchiati in un angolo del terreno e le poche piante a radice nuda sono state interrate provvisoriamente, questa operazione è stata fatta venerdì 14, in una giornata di sole.
Nella notte di venerdì il tempo è cambiato. Sabato mattina quando mi sono alzata, alle ore 5,30 nevicava e inoltre soffiava un forte vento freddo, mi sono preoccupata per le piante. Alle 9,30 circa, con lo zio sono andata nel campo ed ho steso dei sacchi di nylon sopra le piante interrate per proteggerle maggiormente dal freddo e parte delle altre piante in zolla le ho avvolte in altri sacchi di nylon. In questo modo non patiranno freddo… speriamo solo che il terreno non geli!
Evvai! Ci sono state consegnate ieri alle 16:00 nella piazza del Comune di Trofarello. 17 piante tra amarene, duroni neri, duroni chiari e ciliegie dolci.
Sul sito del Comune di Trofarello, tra l’altro, si trova un libro sulle amarene! L’ho appena scaricato, me lo voglio leggere che probabilmente c’è qualcosa di interessante… vi farò sapere.
Abbiamo dovuto preparare una buca nel campo per riparare dal freddo le radici delle piante, non avevamo idea di che dimensioni potessero avere le piante… io non mi aspettavo delle piante così alte con radici così voluminose… e la buca preparata non era sufficientemente profonda, fortunatamente il nipote ha poi provveduto.
Abbiamo dovuto fare in fretta perché alle 17 è già buio e lavorare diventa problematico.
Rimane il dubbio dell’impollinatore (ad esclusione delle amarene, quelle sono “auto-fertili”)… per evitare di trovare solo fiori nelle piante di duroni acquisterò un paio di impollinatori.
Il terreno è stato arato e concimato per circa 4.000 metri; in settimana verranno predisposte le buche per le piante:
1 fila di kiwi (ancora da ordinare),
1 fila di ciliegie,
1 di albicocche,
1 di susine
e ancora pesche, pere e mele.
Da oggi e per circa 14 giorni la luna è crescente: ciò che ci vuole per piantare le piante, purché la temperatura si mantenga per qualche giorno sopra lo zero.
Domenica scorsa mi sono finalmente degnato di andare nel campo a prendere in mano la zappa per rincalzare le fave… me lo sentivo dire già da tempo: “Vai a zappare”! …fatto.
Nella pratica, con la zappa, si scava la terra dai due lati della fila di fave e si porta la terra smossa a rinforzo delle piantine che stanno crescendo. In questo modo, oltre ad avere maggior sostegno per le piante, credo che le radici siano più facilmente raggiungibili dall’acqua. Ho fatto qualche foto, siccome uso la pellicola le potrò postare solo tra qualche giorno…
Ultima notizia: sono sopravvissute solo tre piante di anguria…
Potrebbe essere stato il fatto che gli zii abbiano messo un solo seme per buchetto? Forse con tre/quattro semi aumenta la probabilità di attecchire? Ovvio… però non abbiamo capito se è stata la sola causa.
Venerdì 27 è stato il penultimo giorno di semina secondo il calendario biodinamico, ecco il reportage della giornata:
Sono le 7 del mattino e siamo sul campo. Lo Zio traccia un “solco” con la zappa… è riuscito ad andare diritto, seguendo lo spago che prima aveva teso. Ho seminato fagioli nani, ancora piselli e taccole.
Sono curiosa di vedere la differenza tra le due semine: la prima semina effettuata in giorni non favorevoli, quest’ultima secondo il calendario biodinamico.
Di tutti i semi di anguria bianca che sono stati piantati solo 4 piantine sono nate. Poche. Ho una sovrabbondanza di ricette: quella di Magofeo (che ringrazio!) e un paio mi sono pervenute da Simonetta Conti (grazie anche a lei!)… ho solo più una carenza di angurie. Speriamo almeno che siano molto produttive!
Due contadini di Cunico (AT) hanno regalato alla Mamma circa 40 piantine di pomodori, ogni sera con Lo Zio vado a bagnarle.
Due soli, i più deboli, non hanno attecchito.
Il 4, il 5 e il 6 aprile. Ho comprato il calendario per le semine, non erano proprio i giorni giusti… ma per questa volta non importa, ero già in ritardo.
Il terreno è di 12.000 mq., ho con me solo un piccolo trapiantatoio da giardino e quattro scatole di semi. Trovo il terreno perfettamente arato, con zolle bellissime. Dico allo Zio “Non ho portato il rastrello per spianare la terra, adesso cosa faccio?”. In aperta campagna le voci si sentono da lontano… ed ecco che arriva il mio vicino, agricoltore di vecchia data, con l’aratro completo di rullo dentato, che in pochi minuti spiana la terra rendendola friabile!
Non ho portato neanche la zappa. Lo Zio con un bastone traccia una riga che avrebbe dovuto essere un solco, io con il mio piccolo trapiantoio scavo una postarella ogni 50 cm. e ci infilo 3 semi di fava.
Una fila di anguria bianca, una di piselli, una di fave e una di taccole (da non confondere con gli uccelli dei corvidi, sono piselli teneri con i bacelli commestibili!). Vado avanti per due ore, poi lascio per la stanchezza e torno a casa. Ritorno il giorno dopo e lavoro per altre due ore e così anche per il giorno successivo.